La "boat parade" inaugura la fase calda della manifestazione
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Il Port America’s Cup ha festeggiato sabato l’inizio della fase “caliente” della 32ma America’s Cup, con uno spettacolo a dir poco straordinario.
Migliaia di persone, nonostante la pioggia, sono accorse al Port America’s Cup per assistere all’eccezionale show che ha accompagnato la sfilata delle barche dei 12 team lungo il nuovo canale, lungo 800 metri e largo 80, che collega l’interno dell’AC Port con il campo di regata.
A fare da cornice alla “boat parade”, aperta ufficialmente alle 21.30 con lo scoppio di fuochi d’artificio e giochi pirotecnici, c’erano, quattro piramidi di 50 metri d’altezza, ciascuna raffigurante uno dei quattro elementi: aria, acqua, terra, fuoco. Ogni piramide, a sua volta, faceva da sfondo ad altre coreografie: di fronte a quella d’aria, un maxischermo di 300 m2 proiettava immagini dei team, quella d’acqua era composta da 32 schermi in cui compariva la bandiera della nazionalità di ogni barca, quella di terra comprendeva una sfera del diametro di 8 metri raffigurante il globo terrestre, su cui veniva proiettato il nome del team e, infine, la piramide di fuoco racchiudeva una struttura che generava enormi fiamme.
Sul globo, inserito alla base della piramide di terra, un uomo vestito con una tuta di luci rosse, sembrava librarsi nell’aria mentre passeggiava tra i fili luminosi. Alcuni dati riguardanti l’organizzazione, possono rendere l’idea della grandiosità dell’evento: sono stati utilizzati più di 450 mila watts, circa 20 km di fili luminosi e più di 80 persone per i giochi di fuoco.
Ma veniamo alla parata, che ha visto in fila tutte le 12 le barche con i rispettivi team. La barca che ha aperto le danze è stata quella del team di casa, Desafío Español 2007 , accompagnata dagli applausi di tutti i presenti. Si sono poi succeduti gli altri team con giochi pirotecnici, fiamme e uno stacchetto musicale tra la presentazione di una barca e l’altra.
Le barche più spettacolari sono state quelle di Emirates Team New Zeland, in cui era presente, anche una delegazione Maori, e quella del defender Alinghi, annunciato dallo speaker come detentore di una grossa responsabilità, quella di custodire la Coppa ancora a lungo. Nella barca di Alinghi, oltre all’elegantissimo equipaggio in rigorosa divisa bianca, splendeva anche la Coppa, posizionata a prua.
Se la sfilata è stata spettacolare, la chiusura ha lasciato la gente senza parole: i fuochi d’artificio, che venivano sparati in ogni direzione dalle punte delle piramidi, erano talmente intensi da far vibrare la terra sotto i piedi e i colori che si mescolavano nel cielo, davano la sensazione di essere in un mondo fantastico. Tutti i presenti erano increduli e senza parole. Solo alla fine del frastuono, la gente ha iniziato scambiarsi le proprie opinioni sulla serata. «Mai visto nulla di simile! Sembrava di essere in pieno giorno. La prima cosa che mi è venuta in mente sono stati i festeggiamenti per l’inizio di un nuovo anno, ma nemmeno in quelle occasioni ho visto una coreografia di questo genere. Peccato per la pioggia che sta rovinando tutto», ha detto un ragazzo arrivato a Valencia apposta per assistere al primo Round Robin della Louis Vuitton Cup.
Sperando che la pioggia conceda un po’ di tregua, prepariamoci ad assistere all’emozionante spettacolo iniziato con questa serata; uno spettacolo in cui tutti saranno contro tutti, perché si sa: in America’s Cup non c’è secondo! |
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